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Attacchi di Panico: nuovi orientamenti teorici e di trattamento
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Attacchi di Panico: Trattamento Integrato con Emdr e Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale .

A Cura Della Dott.Ssa Loretta Bezzi, Psicologa-Psicoterapeuta SITCC ed EMDR Italia

 

Il panico è un attacco d’ansia molto intenso, tanto che chi lo sperimenta avverte una perdita di controllo, di dissolvimento del “sé”, una paura che prende il sopravvento sulla sua capacità decisionale.

Come ci si sente durante un attacco di panico?

Durante un attacco di panico il soggetto si percepisce in forte pericolo e senza risorse per reagire, in una sorta di stato dissociato, che lo porta ad una fuga più o meno precipitosa.

Chi soffre di attacchi di panico esperisce forti stati ansiosi,  rimuginii che sfociano nella “paura di poter impazzire, perdere il controllo o di potere morire con un attacco cardiaco“.

E’ centrale la percezione della valutazione della perdita del controllo (Hedley e Hoffman, 2001), che può presagire la morte o portare a comportamenti irrazionali o alla follia. L’idea di morte o di follia è solo un’idea, ma in poco tempo può svilupparsi il “circolo vizioso del panico”: il soggetto si spaventa, gli effetti della paura (per es. la tachicardia) vengono interpretati in modo catastrofico (per es. un possibile infarto) , questo aumenta l’idea di pericolo e l’attivazione fisiologica (per es. aumenta la tachicardia).

Qual’è il significato etimologico del Panico?

Il panico deriva dal latino “panicum” e dal greco “panikòs” , con il “timor” esprime l’angosciosa paura provocata dalla presenza del “dio Pan”: si dice che chi lo avesse incontrato nei boschi fosse impazzito e fuggito dalla paura.

Come si innesca o sviluppa un Attacco di Panico?

Nell’attacco di panico la prima esperienza traumatica e   quelle successive innesca lapaura della paura”, che è talmente vivida e presente nella mente della persona con immagini, ricordi e sensazioni da attivare quel continuo “stato di allarme”, in cui la percezione della realtà e del pericolo è alterata. Dopo i primi attacchi di panico (la persona deve avere avuto almeno 2 attacchi di panico inaspettati, seguiti da almeno un mese di preoccupazione dovuta alla paura di averne un altro) la “paura di stare male” è tale che anche la presenza di un solo sintomo (es. vertigine, tachicardia, ecc.) può innescare il panico. Alcune sensazioni corporee vengono percepite come molto più pericolose di quanto non lo siano in realtà e di conseguenza vengono interpretate come segnali di un’imminente ed improvvisa catastrofe. Queste “interpretazioni catastrofiche” possono derivare non solo dalla paura, ma anche da una varietà di altre emozioni (es. la rabbia) o da stimoli di altra natura (es. caffeina, sforzo fisico,ecc.) , tanto che alla fine il “circolo vizioso” culmina in un attacco di panico (Clark, 1986).

Il modello cognitivo-comportamentale del disturbo di panico di Clark (1986)  è quello più accreditato in base alle evidenze scientifiche e si focalizza sulle valutazioni che il soggetto compie  (William J., Lyddon, John V. Jones, 2002). L’attacco di panico modifica gli schemi di scopi e credenze dell’individuo e la terapia cognitivo-comportamentale mira a ripristinare gli scopi realistici e meno ansiogeni. Molte ricerche controllate hanno dimostrato che quasi tutti i pazienti sottoposti a terapia cognitivo-comportamentale migliorano e ben il 90% non ha più sintomi di panico alla fine di una terapia breve (William J., Lyddon, John V. Jones, 2002).

Come agisce la tecnica EMDR nel trattamento del disturbo di Panico?
LEMDR (eyes movement desensitation and reprocessing) ­è una tecnica terapeutica a base fisiologica che aiuta le persone a sentire il ricordo delle esperienze traumatiche in modo nuovo e meno disturbante . Facilita la rielaborazione dell’esperienza del trauma relativo al primo attacco di panico e quelli successivi, che hanno innescato la “paura della paura”.

Cosa accade durante una seduta di EMDR?
Durante una seduta di EMDR il terapeuta lavora con il paziente per identificare gli episodi “ problema” oggetto della terapia. Utilizza un approccio strutturato che guida la persona nella descrizione dell’evento (es. episodio del primo attacco di panico e quelli successivi più significativi), aiuta l’elaborazione mediante movimenti guidati degli occhi ( o altre stimolazioni bilaterali degli emisferi cerebrali) e ad intervalli regolari interrompe i movimenti oculari per accertarsi che la persona elabori adeguatamente da solo. L’obiettivo dell’EMDR è  di far elaborare rapidamente le informazioni relative all’esperienza negativa, fino alla sua “risoluzione adattiva” (è una tecnica che risolve i problemi delle persone molto rapidamente, in poche sedute).

Cosa si prova durante una seduta di EMDR?

Il soggetto può provare intense emozioni durante l’EMDR, ma al termine della seduta la maggior parte delle persone riferisce di “stare meglio” e si realizza una notevole riduzione nel livello di disturbo associato all’esperienza traumatica. Questo secondo la Shapiro sarebbe legato ad un cambiamento nelle convinzioni negative della persona verso quelle positive e quindi ad un miglioramento sintomatico.
La ricerca scientifica sta comparando l’efficacia del metodo EMDR rispetto alla terapia cognitivo-comportamentale o viceversa, ma si può ritenere che un “approccio integrato” al trattamento degli Attacchi di Panico sia quello più adeguato. I dati empirici della ricerca sugli esiti dei singoli casi in trattamento per ora lo confermano.

Studio di Psicoterapia Cognitivo-Conportamentale – Dott.ssa Loretta Bezzi
Villa Verucchio (RN) via Falcone e Borsellino n. 22; Pesaro (PU) via Del Monaco, 9
Sito Internet: www.drlorettabezzi.it
Cell. 333.2956348 e-mail: lorettabezzi@libero.it

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